#ProgrammaSicurezza: Il futuro della Polizia Locale

di Diego Porta

Come già evidenziato in un precedente post, in Italia, dopo la riforma del titolo V della Costituzione varata nel 2001, la materia dell’”ordine pubblico e sicurezza” è prerogativa dello Stato; tuttavia, oggi è la stessa Costituzione, all’art. 118 comma 3, a prevedere la necessità di stabilire per legge statale forme di coordinamento tra centro e periferia.
Pur non essendosi ancora realizzata una piena attuazione dell’art. 118, comma 3, Cost. sono state sottoscritte numerose convenzioni tra il Ministro dell’Interno, le Regioni e gli enti locali, soprattutto dopo l’entrata in vigore del citato art. 1, comma 439, della legge 296 del 2006.

Da ultimo, al decreto Minniti convertito in legge lo scorso aprile, va riconosciuto il merito di definire e restituire centralità ai concetti, fino ad ora tralasciati dal legislatore (che nel 2008 aveva delegato la materia a un decreto del Ministero dell’Interno), di sicurezza urbana e di sicurezza integrata;
per sicurezza integrata si intende l’insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dagli enti locali e da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all’attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità territoriali;
la sicurezza urbana è definita come il bene pubblico relativo alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso il contributo congiunto degli enti territoriali attraverso interventi di: riqualificazione e recupero delle aree o dei siti più degradati; prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio; promozione del rispetto della legalità; più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile.

1. La Polizia Locale ovvero:
le Polizie Municipali e le Polizie (Metropolitane e) Provinciali
Attualmente per Polizia Locale si intende il servizio prestato dalle Polizie Municipali (meglio note come Vigili Urbani) e dalle Polizie Provinciali che hanno competenza solo sul territorio di riferimento dell’Ente locale, come Città Metropolitana, Provincia o Comune. Necessariamente si deve parlare al plurale in quanto sono diversi i Corpi che dipendono da amministrazioni locali diverse e non sono costituiti su una base nazionale. Sono alle dirette dipendenze quindi gerarchiche e funzionali dei sindaci per la Polizie Municipali e dei Presidenti di Città Metropolitane e Province per la Polizie metropolitane e provinciali. Nelle Aree Metropolitane le Polizie Provinciali sono destinate a confluire preferibilmente nei Corpi di Polizia Municipale dei Capoluoghi di Provincia ed in alternativa negli altri Corpi dei Comuni facenti parte del territorio che rientrava nella provincia sostituita dalla Città Metropolitana. Detta confluenza seppur prevista per legge è ancora disapplicata in numerose Città Metropolitane.
1.1 Cosa fanno
1.1.1 Polizia Locale ovvero: Polizie Municipali e (Metropolitane e) Provinciali (le funzioni sono le medesime)
1.2 La Polizia Locale risorsa degli Enti Locali per garantire la Sicurezza Urbana
1.2.1 Polizia Locale: poliziotti a tutti gli effetti o impiegati amministrativi con un’uniforme indosso?

Il personale delle Polizie Locali pur rivestendo qualifiche di polizia, come gli altri operatori delle Forze dell’Ordine dello Stato è inquadrato nel comparto pubblico che raccoglie gli enti locali, con connotazioni contrattuali privatistiche e non pubblicistiche come è invece garantito, tra gli altri, al personale militare e alle Forze di polizia di Stato, oltre che ai Vigili del Fuoco ed al personale della Protezione Civile Nazionale.

• Polizia Giudiziaria illimitata in flagranza di reato e ordinariamente relativa alle materie di competenza.
• Polizia Amministrativa (ambientale ed ittico-venatoria, edilizia ed urbanistica, sanitaria e cimiteriale, sicurezza urbana, commerciale, demaniale e vigilanza sulle case popolari, affissioni e pubblicità).
• Polizia Tributaria, limitatamente ai tributi di competenza comunale.
• Polizia Stradale.
• Ausilio alla Polizia di Stato nelle funzioni di pubblica sicurezza previa concessione del Sindaco o dei Presidenti delle Provincie o delle Città Metropolitane a richiesta dell’Autorità di Pubblica Sicurezza.
• Concorso alle operazioni di soccorso e protezione e sicurezza civile, relativamente alle proprie funzioni di Polizia Stradale, con possibilità di estensione delle funzioni su altri territori in caso di calamità previo accordo tra enti.

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Ciao Manuela

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di MoVimento 5 Stelle

Ieri ci ha lasciato una giovane guerriera. Manuela è stata attivista e consigliera comunale per il MoVimento 5 Stelle a Corsico. Ci ha lasciato presto, a soli 36 anni, dopo una lunga battaglia con un male terribile.

La ricorderemo per la sua determinazione e il suo dolce sorriso.
Da parte di tutto il MoVimento 5 Stelle facciamo le condoglianze alla sua famiglia e al suo compagno Vito. I funerali si terranno mercoledi 31 maggio alle 15 presso la Chiesa Spirito Santo in piazza Europa a Corsico.

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Un altro privilegio per gli onorevoli: 20% in più di pensione di reversibilità

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di MoVimento 5 Stelle

È più forte di loro: non ce la fanno proprio a rinunciare ai privilegi. Dopo diversi mesi siamo riusciti a portare all’esame del Parlamento il ddl per il taglio ai vitalizi, riuscendo a superare le resistenze degli altri gruppi parlamentari, ed ecco che ci troviamo subito un emendamento trappola del Pd, volto a inserirne degli altri. Cioè da una parte i piddini, a parole, dicono di voler dire addio al vitalizio, e poi, nei fatti, si aumentano la reversibilità per i familiari.

Infatti, questo emendamento, a firma della deputata Pd Gasparini, prevede di aumentare la pensione di reversibilità per i congiunti dei parlamentari, addirittura del 20%. La giustificazione della deputata piddina è stata questa: “È ingiusto che i congiunti dei parlamentari finiscano per fare la sguattera o il giardiniere”. A parte l’offesa gratuita alle rispettabilissime categorie professionali citate, dalla casta arriva uno schiaffo ai cittadini italiani che vivono con pensioni da fame e che non hanno neanche, in famiglia, un congiunto che prende uno stipendio da parlamentare.

È una vergogna e una presa in giro, il solito tentativo della casta di crearsi una corsia preferenziale, di approvarsi un privilegio che è negato ai comuni mortali. Noi ci opporremo con tutte le forze a quest’arroganza del potere e invitiamo il Pd a ritirare qiesto emendanento. E comunque, a tal proposito, abbiamo presentato un emendamento ad hoc, a prima firma Luigi Di Maio, volto ad impedire questo indegno sopruso e a sopprimere il piccolo golpe tentato dalla casta. Abbiamo sempre detto che avremmo votato il ddl Richetti così com’era, senza trucchi o inganni da parte dei democratici. Noi vogliamo l’abolizione dei vitalizi e non è accettabile che, con una mano togli un privilegio, e con un’altra ne inserisci un altro.

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2 agosto, PD e governi vergogna, ogni promessa una menzogna

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di Max Bugani

Si avvicina il 2 agosto, data simbolo di Bologna e dell’Italia tutta. Il 2 agosto si ricorda la strage alla stazione di Bologna del 1980 in cui morirono 85 persone e 200 rimasero ferite. Come ogni anno Bologna si riunisce in un abbraccio commosso e pieno di dolore e rabbia.

Dopo 37 anni manca ancora la verità su quella strage e non si conoscono i nomi dei mandanti. Troppi i silenzi, troppi i depistaggi, troppi gli uomini vili e omertosi all’interno delle istituzioni di allora e di oggi.

Dopo 37 anni manca una puntigliosa e pubblica desecretazione di tutti gli atti riguardanti la strage che possa consentire a tutti di informarsi e di unire i puntini di questa intricata vicenda piena di segreti.

Dopo 37 anni manca una seria e dura legge sul reato di depistaggio.

Ma dopo questi 37 lunghissimi e dolorosissimi anni ai familiari delle vittime mancano pure quei risarcimenti costantemente e vigliaccamente promessi.

Vi cito solo gli ultimi 4 anni per darvi un’idea del livello di crudele ipocrisia a cui è giunto il PD negli anni dei governi Letta e Renzi:

Si parte con il duo BOLDRINI – DEL RIO nel 2013

Si prosegue con l’imbarazzante e bofonchiante POLETTI nel 2014

Poi è il turno degli impavidi GRASSO e DE VINCENTI nel 2015

e del mai domo DE VINCENTI che si concede il bis nel 2016

Che dire? Siamo leggermente stanchi di essere presi per i fondelli e ci farebbe molto piacere se anche il presidente dell’associazione familiari delle vittime del 2 agosto, Paolo Bolognesi, si rendesse definitivamente conto dell’inopportunità del suo ruolo di parlamentare del PARTITO DEMOCRATICO.

Contestare il governo per le infinite promesse tradite in qualità di presidente dell’associazione, e poi nel ruolo di deputato del PD essere invece rappresentante di quella maggioranza che sostiene questi governi di ipocriti, non fa sicuramente onore alla sua buona fede e ai suoi mille sacrifici per la causa.

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Turismo sostenibile: Taranto, un fiore nato in mezzo al mare!

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di Francesco Nevoli, candidato sindaco MoVimento 5 Stelle Taranto

Il Movimento 5 Stelle Taranto punta allo sviluppo del turismo sostenibile e alla creazione di un sistema integrato tra il paesaggio e le strutture urbanistiche, archeologiche e museali nel pieno rispetto dell’ambiente. Cominceremo col migliorare e potenziare l’accoglienza, quindi adeguamento della segnaletica, miglioramento dell’illuminazione, creazione di circuiti turistici locali con visite guidate, accordi con tour operator per i percorsi turistici e biglietteria unificata.

Riqualificazione delle zone balneari per garantire spiagge pubbliche, accessibili, pulite e sicure, proteggendo la costa e le dune. Promozione della città e del territorio e sostegno ai progetti pilota per lo sviluppo delle potenzialità turistiche e l’istituzione di un brand pubblico del Comune di Taranto. Punteremo a riconoscimenti che possano essere fattori che attraggano il turismo: organizzazione di eventi legati alla cultura e alla mobilità sostenibile e di marchi legati alla Magna Grecia e alla storia della città e del suo territorio, con ampliamento e diffusione verso l’intero arco jonico.

La protezione e valorizzazione delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo fulcro del turismo green da mettere in rete con il parco delle Gravine. Realizzazione del tratto di EuroVelo che passa da Taranto per il cicloturismo sugli stessi percorsi del turismo religioso della Via Francigena.

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Pene più severe per chi maltratta gli animali

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di Paolo Bernini

Nonostante i Giudici abbiano condannato con il massimo della pena i 4 responsabili del maltrattamento e della feroce uccisione del cane Angelo, i sedici mesi previsti attualmente dal nostro codice penale sono stati convertiti con la condizionale in sei mesi di servizi socialmente utili presso un canile.

I condannati sono anche stati obbligati al pagamento delle spese processuali e al risarcimento di 2000 euro per tutte le associazioni riconosciute come parti civili. Sebbene secondo la legge questi pericolosi soggetti hanno avuto il massimo della pena, appare evidente che per la gravità del reato commesso, in considerazione anche dell’efferatezza e dell’incrudelimento contro un cane indifeso, tutto questo non possa essere punito in modo così blando.

Tutto ciò richiede solo un impegno concreto: pene più severe.

Come abbiamo previsto nella nostra proposta di legge che se il Governo e i suoi presunti parlamentari animalisti, anche dell’opposizione, volessero veramente, dovrebbe essere calendarizzata ed approvata in una settimana.

L’unica risposta concreta valida da parte del Parlamento per un gesto così efferato.

Il resto sono solo chiacchiere che non aiutano gli animali. Ma la realtà è che in questo Paese da troppi anni si parla di rispetto degli animali, e, in modo completamente distorto di “animalismo”.

Ma i primi a non rispettare gli animali e a permettere una serie infinita’ di abusi su di essi sarebbero proprio quei parlamentari che su questi temi ci si sono costruiti carriere e credibilità senza raggiungere mezzo obiettivo, cavalcando battaglie con comportamenti visibilmente e risibilmente incoerenti.

Una legge come quella sul randagismo (281/91) che a 26 anni dalla sua emanazione non è applicata in tutta Italia, dimostra che i vecchi partiti e i vecchi soggetti, sebbene riciclandosi e cambiando casacca, non avrebbrero mai fatto la differenza per gli animali, per esempio denunciando i colleghi delle Istituzioni locali per le loro omissioni di atti d’ufficio.

E in questo brodo di autoreferenziali zoofili la violenza e le chiacchiere sulla pelle degli animali dilagano in modo preoccupante, come in questo caso

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Legge elettorale e voto anticipato: le condizioni del MoVimento 5 Stelle

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di Beppe Grillo

Si sono concluse le votazioni online su Rousseau per la proposta di legge elettorale del MoVimento 5 Stelle. Hanno partecipato alla votazione 29.005 iscritti certificati, 27.473 hanno votato sì e 1.532 hanno votato no.

La legge elettorale che il MoVimento 5 Stelle voterà in Parlamento sarà il proporzionale tedesco con soglia di sbarramento al 5% ed eventuali correttivi, costituzionalmente legittimi, per garantire una maggiore governabilità, così come sancito dai nostri iscritti. È una legge elettorale costituzionale, la prima ad esserlo dopo la vergogna del Porcellum e dopo il pastrocchio dell’Italicum che è stato stroncato dalla Consulta. Non siamo disposti a scendere a compromessi né a votare altre corbellerie incostituzionali come il Verdinellum e il Rosatellum. La discussione sulla legge elettorale da noi proposta deve avvenire in maniera trasparente nella sede apposita: il Parlamento. Gli incontri segreti a porte chiuse al Nazareno, che hanno prodotto una riforma costituzionale bocciata dal 60% degli italiani e l’incostituzionale Italicum, sono uno sfregio alle regole democratiche e un indegno mercato delle vacche. Sappiamo tutti che Renzi e Berlusconi si stanno organizzando per un’alleanza pre e post elettorale, ma la legge elettorale non deve diventare ancora una volta merce di scambio. Gli italiani devono avere una legge elettorale costituzionale e chiara che consenta loro di scegliere se governare il Paese con il MoVimento 5 Stelle o farsi governare dall’alleanza Pd – Forza Italia, come è da 20 anni a questa parte.

Una volta che avremo una legge elettorale si potrà votare subito. Il MoVimento 5 Stelle era pronto a votare il giorno dopo il referendum costituzionale, visto che Renzi e tutto il suo governo avevano messo sul piatto la loro carriera politica e gli italiani hanno accettato l’invito. Si sono rimangiati la parola per un cinico calcolo e oggi ci ritroviamo Renzi segretario Pd e la Boschi sottosegretario del Governo. Hanno allungato il brodo fino a oggi: non hanno fatto nulla per il Paese, ma cercano disperatamente di arrivare al giorno della loro pensione da privilegiati che scatta il 15 settembre. Il MoVimento 5 Stelle vuole che si vada al voto prima di questa fatidica data: è una delicatezza istituzionale che questa classe politica sciagurata deve al popolo che ha massacrato per decenni. Non sono riusciti a fare nulla per la disoccupazione e la povertà, ma vogliono arrogarsi il privilegio della pensione dopo quattro anni e mezzo di lavoro. È inaccettabile. Vogliamo evitare questo schifo e vogliamo anche mettere fine allo scandalo dei vitalizi: tra due giorni la legge sarà in aula alla Camera, c’è tutto il tempo per approvarla al Senato e andare al voto. I parlamentari nel 2011 hanno approvato la legge Fornero, chiamandola “Salva-Italia” perché sapevano che in ogni caso loro non ne sarebbero stati toccati. Adesso abbiamo finalmente la possibilità di mettere fine a questa vergogna, con il nostro appoggio è possibile farlo e se non succederà la responsabilità sarà unicamente del Pd.

Venerdì 8 settembre 2017 ricorre il decimo anniversario del primo V-Day. Le elezioni domenica 10 settembre con la cancellazione dei privilegi sarebbero un modo magnifico per festeggiarlo. Noi ci siamo.

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#ProgrammaSicurezza – Riorganizzazione delle forze dell’ordine

di Stefano Gambacurta

A presidio del nostro Paese ci sono le Forze del comparto difesa e del comparto sicurezza, rispettivamente rispondenti al Ministero della Difesa e al Ministero dell’Interno; del primo fanno parte l’Esercito, la Marina militare e l’Aeronautica militare, tutti a ordinamento militare; del secondo fanno parte la Polizia di Stato – organizzata al suo interno in reparti speciali -, i vigili del fuoco, entrambi a ordinamento civile e anche la Guardia di finanza e la Polizia penitenziaria, le cui caratteristiche saranno meglio specificate nel prosieguo del testo.

Esercito, Marina e Aeronautica, ciascuno con i propri reparti speciali, sono preposti alla difesa del territorio, dello spazio aereo e delle acque dello Stato; mentre il comparto sicurezza svolge funzioni di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di soccorso pubblico.

Una menzione a parte meritano i Carabinieri
, i quali hanno la peculiare connotazione di Forza militare di polizia a competenza generale, in quanto svolgono sia funzioni militari che funzioni di polizia e, nell’ambito di ciascun Dicastero, è costituito un reparto speciale dell’Arma che assolve alle relative funzioni (tutela della salute, dell’ambiente, del patrimonio culturale, del lavoro, del settore agroalimentare, rispetto delle leggi speciali sull’emigrazione); a seconda delle mansioni di volta in volta svolte, i Carabinieri dipendono dal Ministero della Difesa, dell’Interno o dagli altri.

Si segnala che nel 2016, con il decreto legislativo n.177/2016, “Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di Polizia e assorbimento del Corpo Forestale dello Stato”, entrato in vigore il 13 settembre 2016, l’Arma dei Carabinieri ha incluso funzioni e personale del Corpo Forestale dello Stato.

Anche la Guardia di finanza necessita di un discorso a parte, in quanto è caratterizzata da un ordinamento militare e esercita la triplice funzione di tutela del bilancio pubblico, di ordine e sicurezza pubblica e di concorso alla difesa militare; dunque, a seconda dei casi, essa dipende funzionalmente dal Ministero dell’economia e delle finanze o dal Ministero dell’Interno; anch’essa infine annovera al suo interno reparti speciali.

In alcuni casi, le Forze di Polizia operano coordinatamente anche tramite organismi interforze o di raccordo.

Vi è poi la Polizia penitenziaria che garantisce la sicurezza e la legalità negli istituti penitenziari, e dipende dal Ministero della Giustizia.
Inoltre, vi sono i diversi corpi di Polizia locale, tra cui la Polizia Provinciale, metropolitana e la Polizia Municipale, avente quest’ultima funzioni di polizia stradale così come di prevenzione e repressione dei crimini e degli illeciti amministrativi all’interno del territorio dell’Ente locale di appartenenza, da cui dipende funzionalmente.
Bisogna infine tener presente che i diversi corpi di Polizia, quando sono chiamati a svolgere funzioni di polizia giudiziaria, dipendono dal pubblico ministero.
È chiaro che vi siano numerosi casi di competenze concorrenti tra le diverse Forze; quindi, nell’ottica di razionalizzazione e potenziamento dell’efficacia delle funzioni di polizia, si rende necessario ragionare su un eventuale riorganizzazione dei comparti sicurezza e difesa.

1. La presenza sul territorio delle Forze di Polizia
La Polizia di Stato è strutturata sul territorio nazionale in Questure, corrispondenti alle Province, e da cui dipendono i commissariati, situati in tutti i centri urbani di media grandezza.
L’Arma dei Carabinieri è organizzata in Comandi Provinciali, Gruppi Territoriali, Compagnie, Tenenze/Stazioni. La distribuzione sul territorio è capillare e molto parcellizzata.
La Guardia di Finanza è organizzata in Comandi Provinciali, Gruppi Territoriali, Comandi di Compagnia, Tenenze/Brigate. La distribuzione sul territorio è meno capillare dei CC e localizzata principalmente in determinate aree.
La Polizia Penitenziaria è allocata presso strutture Istituzionali e Case Circondariali.

2. Cos’hanno in comune le attuali Forze di Polizia
Tutte le Forze di Polizia assolvono ai compiti di:
Polizia Giudiziaria con competenza generale (perseguimento di tutti i reati ad eccezione di quelli economico-finanziari).
I dirigenti della Polizia di Stato e gli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri assolvono alle funzioni di Ufficiali di Pubblica Sicurezza, garantendo il rispetto delle norme previste dal Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza.

3. Cosa NON hanno in comune le attuali Forze di Polizia
Solo i dirigenti della Polizia di Stato e gli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri assolvono alle funzioni di Ufficiali di Pubblica Sicurezza.
La sola Guardia di Finanza assolve ai compiti di Polizia Economica, Finanziaria e Tributaria.
La Polizia Penitenziaria in via esclusiva assicura la vigilanza delle Carceri e dei detenuti.
Perché accorpare le Forze di Polizia
L’accorpamento di uno o più forze di polizia dovrebbe comportare la semplificazione organizzativa, gestionale e amministrativa, determinando ad esempio:
– Riduzione del numero di diverse catene di comando
– Servizi strumentali unici e Centrale d’acquisto unificata
– Univoco flusso informativo

Riduzione del personale amministrativo e conseguente rilascio di personale per ruoli operativi. Perché NON accorpare le Forze di Polizia.

Mantenere Specificità attuali in capo a ciascuna Forza di Polizia
. Si rischia di concentrare troppo potere in capo ad un’unica forza di Polizia all’interno di un unico Ministero e di compromettere l’assetto democratico del Paese
Mantenere storia e tradizione di ciascuna Forza di Polizia

Il non accorpamento non preclude il fatto però che alcune ottimizzazioni dei servizi strumentali potrebbero comunque essere realizzate, come anche la Centrale d’acquisto e un unico flusso informativo.

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Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca: doccia fredda da Bruxelles

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di David Borrelli, EFDD – M5S Europa

Si è tenuto a Bruxelles l’incontro tra i due amministratori delegati di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca e la direzione generale Concorrenza della Commissione europea: l’incontro si è concluso con esito negativo. In effetti, la Commissione non ha modificato le sue posizioni e pretende un intervento privato da oltre un miliardo, al fine di dare il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale da 6,4 miliardi da parte dello Stato.

E’ partita dunque la caccia agli investimenti privati, cosa ben difficile da trovare; in primo luogo, perché sarà necessario trovare degli investitori pronti a restare celati dietro l’ombra del Tesoro, che diventerà socio di controllo delle due banche dopo la ricapitalizzazione precauzionale. Per giunta, pensare all’intervento di una banca straniera sembra assolutamente impossibile: nessuno investirebbe su due banche che stanno per crollare.

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha incontrato i vertici di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca: durante l’incontro si è analizzata la situazione delle due banche, anche alla luce dell’incontro tenutosi a Bruxelles con le autorità europee. L’obiettivo è quello di arrivare a una soluzione che garantisca la stabilità delle due banche venete e salvaguardare i risparmiatori.

Nel frattempo, migliaia di risparmiatori sono danneggiati dal dissesto delle banche venete, e noi abbiamo deciso di tutelarli attraverso un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, poiché ogni cittadino ha diritto al rispetto dei suoi beni e il diritto di proprietà si applica anche con riferimento alle azioni ed alle obbligazioni bancarie.

Compila anche tu, come altri migliaia risparmiatori truffati, il modulo nel sito seguendo il link.

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La mafia di Avola minaccia il M5s: incendiata l’auto del nostro candidato

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di Mario Michele Giarrusso, M5s Senato e Commissione Antimafia

La scorsa notte, alle 4 del mattino, il nostro candidato alle elezioni del consiglio comunale di Avola, Rosario Zaffarana, ha subito un vile atto di intimidazione mafiosa. Come si evince dal video, un delinquente col capo coperto, si è avvicinato alla Fiat Croma di Zaffarana, posteggiata sotto l’abitazione del nostro candidato e dopo averla cosparsa di liquido infiammabile, appiccava il fuoco. Il fuoco così appiccato, rischiava di propagarsi anche alla vicina abitazione terrana, dove dormivano una mamma con tre ragazzi tra cui uno disabile. Solo la prontezza del nostro candidato, svegliato dal crepitio delle fiamme ed intervenuto con un estintore impediva il peggio.

Se la mafia di Avola pensa così di chiudere la bocca ai nostri candidati o di intimidirli sappia che si sbaglia.

Il Movimento si schiera compatto con il nostro candidato Rosario Zafferana, con il nostro candidato sindaco Giuseppe Papa e con tutti gli altri candidati e attivisti di Avola. Noi leveremo ancora più alta la nostra voce contro le cosche che stringono Avola in una morsa di paura ed intimidazione chiedendo conto alla Procura di Siracusa dello stato delle diverse indagini in corso e che sembrano allo stato languire nel disinteresse e nella più grave disattenzione.

Avola è città di persone per bene che vogliono liberarsi di pochi violenti criminali e dei loro complici e referenti politici. L’undici giugno anche Avola sarà liberata. A riveder le Stelle.

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